Inceneritore riacceso senza informare i consiglieri comunali

Abbiamo appreso oggi da un articolo pubblicato sul Tirreno che l’impianto di Montale è stato riacceso e non nascondiamo una forte preoccupazione come cittadini nell’aver letto la notizia.
In effetti l’impianto, per chiare urgenze economiche, è stato riacceso in fretta e furia senza rispondere a due quesiti fondamentali:
1 E’ bastato un piccolo incendio dell’argine, spento in poche ore, per provocare il black-out dell’impianto?
2 Sono state verificate possibili emissioni di diossine o di altre forme di inquinanti maggiori ai limiti di legge? (dato che la fase di spegnimento è una fase critica, in cui si possono produrre una quantità elevata di inquinanti).
Alla preoccupazione sull’effettiva sicurezza dell’impianto – facciamo notare che dopo gli sforamenti del 2007, negli ultimi tre anni l’inceneritore di Montale è stato protagonista di un incidente all’anno dal 2015 (2015 sforamenti delle emissioni e relativa chiusura, 2016 rottura tubo della turbina e relativa chiusura, 2017 Black-out provocato dagli UPS) – si aggiunge quella di una gestione politica da parte dell’amministrazione assai grave.
Non solo non ci hanno inviato i documenti in cui Ladurner relaziona sull’accaduto, nonostante avessimo fatto richiesta ufficiale per scritto di ottenere tutti i documenti, ma si sono scordati di comunicare ai consiglieri di opposizione, ma non al giornale Il Tirreno, non solo la presenza della relazione, ma che ieri l’inceneritore avesse iniziato le lunghe procedure di accensione. Ecco la famosa trasparenza del Comune di Agliana.

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Comunicato precedente in relazione al Black-out dell’inceneritore:

L’inceneritore di Montale non risulta operativo da tre giorni a causa dell’interruzione di corrente elettrica avvenuta domenica scorsa ed ancora non sono state concluse le verifiche sulle cause dell’accaduto, soprattutto in riferimento a una possibile relazione con l’incendio che nello stesso pomeriggio di domenica scorsa è divampato sull’argine dell’Agna a pochi metri dall’impianto.
Abbiamo richiesto la convocazione urgente della commissione Ambiente, invitando sia Ladurner, Cis Spa e Arpat, in modo da poter approfondire i motivi del fermo impianto e capire se esiste o meno una possibile relazione con l’incendio divampato sull’argine dell’Agna. Inoltre chiediamo che venga redatta una relazione tecnica da parte di Ladurner/Cis Spa/Arpat in modo che siano spiegate le cause del black-out oltre che una valutazione dell’impatto ambientale di questo episodio ciò per scongiurare che vi siano state delle emissioni superiori ai limiti imposti dalla legge. Tale relazione dovrà essere inviata celermente alle 3 amministrazioni dei comuni proprietari, le quali dovranno poi provvedere a inoltrarla a tutti i consiglieri comunali possibilmente prima della relativa commissione.
Per ultimo chiediamo di riferire se il black-out ha generato/genererà una perdita economica nel bilancio del Cis Spa e nel caso vi fosse di quantificare il danno economico giornaliero, in modo tale da poter verificare che non vi siano problemi nel pagamento del mutuo, necessario per la chiusura dell’impianto.

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