Un piano ALIAtorio

Nell’ultima seduta del consiglio comunale abbiamo discusso del primo piano finanziario di Alia, che è risultato essere completamente uguale a quello proposto l’anno scorso dal CIS Spa poiché ALIA ancora non è stata in grado di realizzarlo.
Ciò comporta che solo con il conguaglio del prossimo anno, sapremo se vi sarà un aumento o una diminuzione della TARI.

Però vi sono una serie di variabili, sottovalutate dall’amministrazione, che ci preoccupano poiché potrebbero provocare un aumento del piano finanziario:
1)Dal 2013 al 2016 (ultimo dato disponibile) vi è stato un forte aumento della produzione di rifiuti indifferenziati passando da 2.280t a 2.866t.
2)Siamo passati dal 73,35% del 2013 al 66,31% del 2016 di raccolta differenziata (i dati dopo il 2016 non li conosciamo, nonostante li avessimo richiesti nel novembre del 2017) .
3)Con la firma delle Convenzioni, i rifiuti verranno smaltiti con tariffe più alte rispetto allo scorso anno (da 130 a 154 €/t).
4) L’introduzione del nuovo servizio di spazzamento tabellare.

Premesso questo, vorremmo fare alcune considerazioni puramente politiche:
1)Per prima cosa, ci auguriamo che l’amministrazione si impegni a far funzionare adeguatamente il nuovo servizio di spazzamento tabellare, evitando di ripetere il flop iniziale del meccanismo a punti per chi conferisce rifiuti ingombranti alla piattaforma.
2)Anche quest’anno non è stata prevista la tariffa puntuale, unico strumento per rendere la TARI meno iniqua e rafforzare la RD nel nostro territorio. Purtroppo dovremmo attendere ancora degli anni prima di vederla applicata e ci rammarica che sia stato perso tutto questo tempo da parte di questa amministrazione.
3)Quest’anno la TARI aumenterà perché tutti i cittadini aglianesi dovranno pagare i costi di progettazione dell’inceneritore di Selvapiana (la nostra quota è pari a 25.000 euro) che non verrà, per fortuna, mai realizzato.
A nulla è servito chiedere di sospendere il pagamento nell’attesa di conoscere il parere della Corte dei Conti, come hanno fatto alcuni comuni a noi vicini.
Il sindaco sostiene che sia giusto pagare per un principio di solidarietà, perché nel caso chiudessimo l’inceneritore potrebbero comparire dei costi non stimati (quali?) per cui potremmo richiedere la compartecipazione di tutti i Comuni dell’ATO. Questo principio di solidarietà enunciato dal Sindaco, riteniamo che vada applicato nel caso in cui vi sia stato veramente un impianto, per numerosi anni, altamente inquinante e non ad un progetto rimasto sulla carta. Chi sono stati i responsabili di questa errata programmazione? Perché dobbiamo essere noi cittadini a pagare per errori commessi da altri? Se realmente esistesse questo principio di solidarietà, perché non chiediamo adesso a tutti i Comuni di compartecipare alla chiusura di un impianto vecchio di oltre 40 anni invece di aspettare quando il mutuo sarà, se sarà, pagato??

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