Il futuro del nostro impianto di incenerimento

La recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha bloccato la costruzione dell’impianto di incenerimento di Case Passerini, ha inevitabilmente influenzato il dibattito per la chiusura del nostro inceneritore: pochi giorni dopo tale pronunciamento, abbiamo subito protocollato un’interrogazione per chiedere al Sindaco di prendere una posizione in merito. La nostra interrogazione ha sollecitato ed ispirato il Partito Democratico a presentare una mozione per sostenere la chiusura dell’impianto nel 2023, slegando così il destino del nostro impianto da quello di Case Passerini.

A nostro avviso, la mozione manteneva un’impostazione ancora troppo legata all’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti, pertanto abbiamo protocollato alcuni emendamenti per cercare di migliorarne il testo:

1) Eliminazione del concetto di autosufficienza di ogni ATO, perché se tale principio prevalesse, il nostro impianto, unico presente nell’Ato Toscana centro, sarebbe costretto a rimanere aperto per chissà quanti anni ancora.

2) Eliminazione della soglia del 20% di rifiuti da bruciare, perché siamo convinti che, con le buone pratiche (vedi Capannori oppure Treviso), i rifiuti da smaltire sarebbero molti meno.

3) Abbiamo richiesto che il Sindaco si faccia promotore con la Regione Toscana per tentare la chiusura anticipata dell’impianto, lasciando come data ultima il 2023.

4) Adozione nel nuovo Piano Regionale dei Rifiuti dei principi della teoria dei rifiuti zero.

Siamo contenti che i primi due emendamenti siano stati completamenti accettati mentre gli altri due sono stati eliminati dalle impegnative ed aggiunti alle premesse. Ovviamente questo fa si che gli altri emendamenti abbiamo perso gran parte della loro forza politica, ma ci riteniamo comunque soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto per migliorare una mozione piena di controsensi e con una scarsa idea sulla strada da perseguire.

Ciò che respingiamo al mittente sono state le accuse mosse da parte della maggioranza di scarsa credibilità e di non saper accettare la sfida enunciata nelle impegnative. Il problema casomai è che sono loro stessi i primi che dovrebbero recuperare credibilità sul tema.

Infatti se parliamo di sfide, crediamo che la peggior sconfitta di questa amministrazione in tema ambientale, sia quella del crollo della raccolta differenziata e della mancata introduzione della Tariffa Puntuale. I dati parlano chiaro: dal 75% del 2014 siamo al 65% del 2017. Abbiamo perso in 3 anni il 10% di RD mantenendo sempre il vecchio metodo di calcolo.

Per tutti questi motivi ci siamo astenuti; pur condividendo quanto scritto nella mozione, anche se avremmo preferito delle impegnative più stringenti, abbiamo paura che questo cambiamento repentino sia più dovuto all’avvicinarsi della campagna elettorale piuttosto che ad un improvviso spirito ambientalista nato tra i banchi della maggioranza.

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