Agliana in Comune: si ad un campo allargato, ma netta discontinuità con gli ultimi 5 anni

Agliana in Comune, realtà nata alle passate elezioni datate 2014, sin dalla sua nascita ha sempre avuto come obiettivo quello di ricostruire a livello locale un centrosinistra ampio e plurale. Costituita da un nucleo storico che l’ha accompagnata fino ad oggi, l’associazione politica ha sempre costituito uno spazio di discussione libero ed aperto, aggregando persone che, pur provenendo da esperienze politiche diverse, si sono sempre sentite accomunate da una stessa visione politica.

In quella tornata elettorale, 1745 aglianesi decisero di dare fiducia alla neonata lista di centro sinistra ed al suo progetto, consentendo così l’elezione in Consiglio comunale di due rappresentanti, Alberto Guercini e Silvia Pieri.

Cinque anni fa intercettammo un bisogno, quello di un soggetto che sapesse fornire non solo risposte concrete ai problemi della nostra comunità, ma che si facesse anche portavoce di una visione chiara di lungo periodo, ponendo al centro quelle battaglie che le forze di sinistra avevano in parte abbandonato.

Sono stati 5 anni di opposizione seria e costruttiva, dove abbiamo sempre valutato nel merito le varie proposte poiché la nostra bussola era, ed è, il bene della nostra comunità. Per le prossime elezioni amministrative abbiamo deciso di continuare il cammino intrapreso 5 anni fa, dichiarando la nostra disponibilità a confrontarci con tutti coloro che si riconoscono nella nostra visione di Agliana: molte sono le persone che si sono avvicinate e che stanno lavorando con noi all’elaborazione di un programma elettorale che rispecchi le reali necessità dei cittadini.

In vista della prossima tornata elettorale, e consapevoli del panorama politico nazionale, l’Associazione Agliana in Comune vuole oggi sottolineare il suo obiettivo, ovvero che tutte le forze del centrosinistra facciano il massimo sforzo per poter condividere un percorso per la creazione di una nuova pagina nella storia del Comune del pistoiese. Un nuovo percorso per condividere con le altre realtà di centro sinistra del Comune alcuni punti fondamentali, per noi – e speriamo anche per gli altri – imprescindibili in un percorso di condivisione programmatica.

Oltre a questi punti programmatici è necessario ricostruire un nuovo e forte rapporto di fiducia coi cittadini, rendendo il programma credibile ai loro occhi. Speriamo che ciò avvenga con una presa di coscienza degli errori politici commessi da quest’ultima amministrazione e dal Partito Democratico, chiedendo a tutti coloro che vogliono creare questo nuovo campo di lavorare in discontinuità con gli ultimi 5 anni.
Ecco alcuni temi sostenuti dalla lista Agliana in comune:

Sociale: Rimettere al centro le politiche sociali del Comune rivedendo tutti i processi di esternalizzazione dei servizi, in particolare abbandonando la strada dell’esternalizzazione dei servizi educativi e dei servizi sociali del nostro Comune alla Società della Salute;
Ambiente: Adesione al Protocollo Rifiuti Zero, Consumo Zero di suolo e riaffermazione del principio che l’acqua è un bene comune fondamentale per la vita e che di conseguenza la gestione dei servizi deve tornare ad essere pubblica;
Infrastrutture: No all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola e alla terza corsia della autostrada;
• Partecipazione: Ampliare la partecipazione dei cittadini, con progetti mirati come il Bilancio Partecipato e la realizzazione di un regolamento per la partecipazione delle associazioni alle commissioni consiliari;
• Sport: riqualificazione delle strutture esistenti e recupero e riprogettazione della “Variante Stadio”;
• Servizi Associati: Lavorare per la realizzazione dei servizi associati con i Comuni limitrofi, partendo dalla considerazione dell’esperienza negativa del Protocollo di Intesa.
• Cultura: realizzazione della nuova biblioteca comunale.

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Ripartiamo dalla società civile

Sono passati 5 anni da quando è nato il progetto di Agliana in Comune.

Ci siamo presentati alle scorse elezioni amministrative con l’obiettivo di creare “una forza politica basata sul civismo e su valori programmatici di centrosinistra, fatta di attenzione al sociale, di tutela dell’ambiente, di interesse verso i diritti civili e la salute delle persone, di partecipazione democratica”.

Dopo 5 anni di lavoro in Consiglio comunale e con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, riteniamo prioritario ampliare il progetto di Agliana in Comune coinvolgendo tutte le donne e tutti gli uomini che abbiano voglia di mettersi in gioco per il proprio territorio, contribuendo con idee concrete a immaginare un futuro diverso e migliore per la nostra comunità.

Per questo organizzeremo una serie di iniziative pubbliche, aperte a tutti coloro che condividono le nostre idealità di riferimento, per cercare di immaginare insieme come vorremmo che fosse la nostra Agliana.

Dovremo intraprendere questo percorso con serietà e con la consapevolezza dei vincoli di bilancio da rispettare; questo però non ci dovrà fermare dal lottare per un paese moderno, un paese che sia in grado di tornare ad essere un luogo di aggregazione sociale – rivitalizzando sia il nostro centro cittadino sia le zone periferiche – un paese fruibile da tutti, attraverso una politica di mobilità sostenibile con la realizzazione di percorsi ciclopedonali e l’abbattimento delle barriere architettoniche, un paese che al posto dell’inceneritore adotterà politiche ambientali concrete che ci consentiranno di migliorare la qualità della nostra vita (per esempio attraverso l’adozione della strategia rifiuti zero).

Un paese nel quale dovrà trovare un’adeguata collocazione la Biblioteca e dove dovremo valorizzare saperi e tradizioni; un paese nel quale prioritarie dovranno essere le politiche sociali, che oggi più che mai sono indispensabili per riaffermare i valori della solidarietà e dell’uguaglianza sociale.

Vogliamo ripartire dalle piccole cose per dare così risposte concrete ai tanti problemi della quotidianità.

Per fare tutto questo dovremo ricostruire un nuovo legame con la nostra comunità attraverso il coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni del territorio nel processo decisionale con progetti di partecipazione democratica.

Oggi l’esperienza di Agliana in comune è ancora viva perché, come cinque anni fa, tante persone sentono il bisogno di avere un luogo di discussione e confronto sui temi locali; ieri come oggi, non siamo “contro” qualcuno o qualcosa: questo perché la nostra storia è nata con persone che hanno messo al centro i programmi e non le sterili polemiche, privilegiando il senso di comunità all’uomo solo al comando.

Vogliamo ripartire da dove abbiamo iniziato, condividendo con la cittadinanza la nostra idea di Agliana (sintetizzata in alcuni punti programmatici). Perché per noi i valori e le idee vengono prima di ogni cosa e siamo pronti a confrontarci con tutta la società civile per avviare un percorso programmatico che porterà alla stesura del programma per le prossime elezioni amministrative.

Una poltrona per due.


Le primarie ad Agliana negli ultimi tempi sono diventate il campo solo per scontri fratricidi, con l’unica utilità di litigare ed alzare i toni, senza parlare di cosa serve veramente al nostro Comune. Lo furono 4 anni fa e lo sono tutt’ora. Purtroppo abbiamo perso un’altra occasione per poter fare della buona politica, perché entrambi i contendenti sono le due facce della stessa medaglia. Da una parte abbiamo l’attuale Sindaco, che distrusse un’esperienza di centrosinistra positiva, sulla scia dilagante del renzismo in cui si pensava che l’uomo solo al comando potesse risolvere ogni nostro male. Il risultato? È davanti agli occhi di tutti ed è stata la peggior amministrazione che Agliana abbia mai avuto. E lo sfidante? Colui che fino a 5 minuti prima non solo sosteneva l’attuale Sindaco, ma ora si prodiga come il nuovo che avanza (quante volte lo abbiamo sentito) dichiarando che il diritto di critica fa parte di ogni democrazia. Concordo pienamente con lui, come dargli torto, ma allora sarebbe meglio guardarsi allo specchio e con totale trasparenza rispondere alla seguente domanda: in 4 anni e mezzo di assessorato ha mai criticato un solo atto di questa amministrazione? La risposta la sappiamo tutti ed è no. Troppo facile svegliarsi qualche mese prima delle elezioni, probabilmente rendendosi conto che l’attuale Sindaco era inviso alla maggioranza dei cittadini per la scarsa capacità amministrativa e proporsi come la novità del 2019. Purtroppo è sempre più
facile abbandonare la barca che affonda. Allora qual è la soluzione? Vogliamo veramente parlare di un progetto serio ed a lungo termine per la nostra comunità? Ecco il primo passo è mettersi alle spalle questa fallimentare esperienza e per poterlo fare tutta la giunta, troppo esposta politicamente, deve fare un passo indietro, solo così potremo andare avanti e costruire qualcosa di condiviso in un rinnovato centrosinistra aglianese! Ma forse ancora una volta l’ego supererà la buona politica.

Lotta allo spreco alimentare: adesione al progetto “Life Food Waste stand Up”

In questi giorni abbiamo protocollato una mozione per sollecitare l’amministrazione alla lotta contro lo spreco alimentare. Più volte, in effetti, abbiamo chiesto all’amministrazione di attuare una politica seria per ridurre lo spreco di cibo, soprattutto nelle scuole, ma le tante parole sono state seguite da pochi fatti.  Del resto  in Italia, secondo i dati del Politecnico di Milano, ogni anno vengono prodotte circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e di queste, solo una minima parte è recuperata attraverso donazioni alle persone bisognose, mentre il resto diventa spreco. Anche in Toscana, secondo elaborazioni di Federdistribuzione, si stima che lo spreco alimentare sia pari a circa 388.000 tonnellate, per il 45% attribuite alle famiglie e la restante parte agli operatori economici. Però a livello regionale qualcosa si sta muovendo visto che recentemente è stato siglato in Regione – un protocollo d’intesa per favorire la donazione delle eccedenze alimentari e contemporaneamente ridurre la quantità di rifiuti. Regione e Anci Toscana hanno firmato tale protocollo con i partecipanti al progetto co-finanziato dall’Ue LIFE-Food.Waste.StandUp, ovvero Federalimentare (capofila),Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare onlus e Unione Nazionale Consumatori. Nel protocollo i soggetti firmatari si impegnano a:
•promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione di prodotti non più commercializzabili ma ancora commestibili ad enti assistenziali e caritativi;
•promuovere la riduzione in proporzione dei quantitativi di rifiuti prodotti e, di conseguenza, i relativi costi economici, sociali ed ambientali di smaltimento degli stessi;
• a proporre, in relazione al punto precedente, meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze, anziché destinarle a rifiuto; diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare; comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno.

Per questo chiediamo all’amministrazione di aderire al progetto e di avviare il prima possibile tutte quelle azioni necessarie per ridurre lo spreco alimentare.

Il futuro del nostro impianto di incenerimento

La recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha bloccato la costruzione dell’impianto di incenerimento di Case Passerini, ha inevitabilmente influenzato il dibattito per la chiusura del nostro inceneritore: pochi giorni dopo tale pronunciamento, abbiamo subito protocollato un’interrogazione per chiedere al Sindaco di prendere una posizione in merito. La nostra interrogazione ha sollecitato ed ispirato il Partito Democratico a presentare una mozione per sostenere la chiusura dell’impianto nel 2023, slegando così il destino del nostro impianto da quello di Case Passerini.

A nostro avviso, la mozione manteneva un’impostazione ancora troppo legata all’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti, pertanto abbiamo protocollato alcuni emendamenti per cercare di migliorarne il testo:

1) Eliminazione del concetto di autosufficienza di ogni ATO, perché se tale principio prevalesse, il nostro impianto, unico presente nell’Ato Toscana centro, sarebbe costretto a rimanere aperto per chissà quanti anni ancora.

2) Eliminazione della soglia del 20% di rifiuti da bruciare, perché siamo convinti che, con le buone pratiche (vedi Capannori oppure Treviso), i rifiuti da smaltire sarebbero molti meno.

3) Abbiamo richiesto che il Sindaco si faccia promotore con la Regione Toscana per tentare la chiusura anticipata dell’impianto, lasciando come data ultima il 2023.

4) Adozione nel nuovo Piano Regionale dei Rifiuti dei principi della teoria dei rifiuti zero.

Siamo contenti che i primi due emendamenti siano stati completamenti accettati mentre gli altri due sono stati eliminati dalle impegnative ed aggiunti alle premesse. Ovviamente questo fa si che gli altri emendamenti abbiamo perso gran parte della loro forza politica, ma ci riteniamo comunque soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto per migliorare una mozione piena di controsensi e con una scarsa idea sulla strada da perseguire.

Ciò che respingiamo al mittente sono state le accuse mosse da parte della maggioranza di scarsa credibilità e di non saper accettare la sfida enunciata nelle impegnative. Il problema casomai è che sono loro stessi i primi che dovrebbero recuperare credibilità sul tema.

Infatti se parliamo di sfide, crediamo che la peggior sconfitta di questa amministrazione in tema ambientale, sia quella del crollo della raccolta differenziata e della mancata introduzione della Tariffa Puntuale. I dati parlano chiaro: dal 75% del 2014 siamo al 65% del 2017. Abbiamo perso in 3 anni il 10% di RD mantenendo sempre il vecchio metodo di calcolo.

Per tutti questi motivi ci siamo astenuti; pur condividendo quanto scritto nella mozione, anche se avremmo preferito delle impegnative più stringenti, abbiamo paura che questo cambiamento repentino sia più dovuto all’avvicinarsi della campagna elettorale piuttosto che ad un improvviso spirito ambientalista nato tra i banchi della maggioranza.

Un piano ALIAtorio

Nell’ultima seduta del consiglio comunale abbiamo discusso del primo piano finanziario di Alia, che è risultato essere completamente uguale a quello proposto l’anno scorso dal CIS Spa poiché ALIA ancora non è stata in grado di realizzarlo.
Ciò comporta che solo con il conguaglio del prossimo anno, sapremo se vi sarà un aumento o una diminuzione della TARI.

Però vi sono una serie di variabili, sottovalutate dall’amministrazione, che ci preoccupano poiché potrebbero provocare un aumento del piano finanziario:
1)Dal 2013 al 2016 (ultimo dato disponibile) vi è stato un forte aumento della produzione di rifiuti indifferenziati passando da 2.280t a 2.866t.
2)Siamo passati dal 73,35% del 2013 al 66,31% del 2016 di raccolta differenziata (i dati dopo il 2016 non li conosciamo, nonostante li avessimo richiesti nel novembre del 2017) .
3)Con la firma delle Convenzioni, i rifiuti verranno smaltiti con tariffe più alte rispetto allo scorso anno (da 130 a 154 €/t).
4) L’introduzione del nuovo servizio di spazzamento tabellare.

Premesso questo, vorremmo fare alcune considerazioni puramente politiche:
1)Per prima cosa, ci auguriamo che l’amministrazione si impegni a far funzionare adeguatamente il nuovo servizio di spazzamento tabellare, evitando di ripetere il flop iniziale del meccanismo a punti per chi conferisce rifiuti ingombranti alla piattaforma.
2)Anche quest’anno non è stata prevista la tariffa puntuale, unico strumento per rendere la TARI meno iniqua e rafforzare la RD nel nostro territorio. Purtroppo dovremmo attendere ancora degli anni prima di vederla applicata e ci rammarica che sia stato perso tutto questo tempo da parte di questa amministrazione.
3)Quest’anno la TARI aumenterà perché tutti i cittadini aglianesi dovranno pagare i costi di progettazione dell’inceneritore di Selvapiana (la nostra quota è pari a 25.000 euro) che non verrà, per fortuna, mai realizzato.
A nulla è servito chiedere di sospendere il pagamento nell’attesa di conoscere il parere della Corte dei Conti, come hanno fatto alcuni comuni a noi vicini.
Il sindaco sostiene che sia giusto pagare per un principio di solidarietà, perché nel caso chiudessimo l’inceneritore potrebbero comparire dei costi non stimati (quali?) per cui potremmo richiedere la compartecipazione di tutti i Comuni dell’ATO. Questo principio di solidarietà enunciato dal Sindaco, riteniamo che vada applicato nel caso in cui vi sia stato veramente un impianto, per numerosi anni, altamente inquinante e non ad un progetto rimasto sulla carta. Chi sono stati i responsabili di questa errata programmazione? Perché dobbiamo essere noi cittadini a pagare per errori commessi da altri? Se realmente esistesse questo principio di solidarietà, perché non chiediamo adesso a tutti i Comuni di compartecipare alla chiusura di un impianto vecchio di oltre 40 anni invece di aspettare quando il mutuo sarà, se sarà, pagato??

Ad inciuci di facciata, rispondiamo con un secco: “NO, GRAZIE!!”

Qualche giorno fa sulla stampa abbiamo appreso, con un pizzico di meraviglia, che Matteo Manetti, segretario del Partito Democratico locale, vorrebbe ricostruire il centrosinistra ad Agliana, auspicando così un avvicinamento per le prossime elezioni amministrative tra il Pd ed Agliana in comune, che alle scorse amministrative aveva raccolto quasi il 20% dei consensi.

Questa apertura, del tutto improvvisa, avviene dopo 4 anni di totale chiusura da parte di questa amministrazione non solo nei nostri confronti, ma verso tutta l’opposizione.

Inoltre, non possiamo cancellare e tollerare la totale mancanza di trasparenza dal 2014 ad oggi: a partire dai consigli comunali organizzati in fretta e furia, e spesso con documenti consegnati all’ultimo minuto, oltre che la notizia della rimodulazione del mutuo dell’ inceneritore appresa sulla stampa, senza contare le svariate richieste di documenti che ci sono stati negati o consegnati in ritardo, tanto da costringerci a rivolgerci alle autorità competenti.

Riteniamo che questa chiusura ci sia stata anche nei confronti della cittadinanza, come possiamo dedurre dal malcontento di coloro che denunciano la lontananza di questa amministrazione.

Non dobbiamo, inoltre, dimenticarci il fallimento nella politica ambientale – iniziando dalla cattiva gestione dell’inceneritore fino ad arrivare alla mancata introduzione della tariffa puntuale e al crollo drastico della raccolta differenziata – il fallimento nella gestione della biblioteca comunale e i ritardi nella realizzazione del nuovo asilo nido.

E’ chiaro che questa apertura ha solo degli scopi puramente politici e di posizionamento derivanti dalla debacle elettorale del PD a livello nazionale e dalla paura che questo trend negativo si ripercuota anche a livello locale.

Da quando siamo nati abbiamo sempre dimostrato di essere una forza aperta al confronto, mettendo avanti a tutto il bene della comunità; inoltre siamo stati tra i promotori del gruppo iononcisto, aperto a tutte le forze politiche e ai cittadini che vogliono la chiusura anticipata dell’ inceneritore di Montale.

Nonostante ciò, come potremmo allearci con chi, in questi anni, ha respinto ogni singola nostra iniziativa e proposta?

Per le prossime elezioni amministrative vogliamo ripartire da dove siamo nati: ascoltando i nostri concittadini, coinvolgendoli nella scrittura del nostro programma.

Ad inciuci di facciata, rispondiamo con un secco: “NO, GRAZIE!!”

Un’altra storia di degrado ambientale: il Fosso di via Matteotti

Nell’ottobre 2016 l’associazione Aquabenecomune di Pistoia aveva denunciato una situazione di degrado ambientale e potenzialmente pericolosa riguardo al fosso di via Matteotti. In effetti, molti cittadini avevano dichiarato che dal fosso provenivano odori nauseabondi. Grazie alla denuncia dell’associazione, Arpat nel dicembre 2016 è intervenuta con un sopralluogo che ha ricondotto il cattivo odore alla presenza dello scarico del collettore fognario. E’ vero che, pur rientrando nell’accordo programma per l’attuazione degli interventi al settore fognatura e depurazione approvato dalla Regione Toscana, la sistemazione di quel collettore non è individuato tra gli interventi del 2018. La stessa Arpat ha sollecitato la Regione Toscana a prevedere la sistemazione del collettore già nel 2018 oltre a chiedere a Publiacqua di ripulire periodicamente il fosso di via Matteotti.
Ci chiediamo se il Comune sia consapevole della situazione di degrado ambientale in cui versa la zona in questione di via Matteotti e soprattutto se ne è a conoscenza l’assessore Italo Fontana che in una risposta scritta ad un’altra interrogazione ha affermato che il suo giudizio sul decoro del nostro Comune è positivo. Ci chiediamo cosa ne pensino i cittadini di via Matteotti che da oltre un anno aspettano delle risposte, oppure i tanti cittadini del nostro territorio che ogni giorno si ritrovano situazioni di degrado urbano come l’abbandono di rifiuti.
Per questo chiediamo all’amministrazione che cosa abbia fatto nell’ultimo anno, dopo che vi è stata la denuncia da parte dell’associazione per risolvere tale criticità.
Inoltre, dato che nello stesso tratto di fosso, qualche mese fa è stato sversato del gasolio, rendendo ancor più preoccupante la situazione, chiediamo al Comune se si sia attivato per monitorare quel tratto di fognatura e nel caso si fosse attivato cosa sia emerso; in caso contrario chiediamo quali siano stati i motivi di tale negligenza.

Interrogazione fosso via Matteotti

Appello per approvare il Disegno di Legge “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento”

In questi giorni abbiamo assistito all’appello dei senatori a vita per approvare in via definitiva il Disegno di Legge “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento”, che risulta ormai bloccato da 5 mesi alla Commissione Sanità del Senato.

Molti Sindaci hanno deciso di sostenere tale causa, chiedendo l’approvazione del testo al Senato.

Come gruppo consiliare Agliana in Comune chiediamo che il Sindaco promuova l’appello dell’associazione Luca Coscioni perché crediamo fortemente che il testamento biologico non rappresenti più una frontiera divisiva dei nuovi diritti civili, ma che al contrario sia uno strumento per tutelare la dignità del vivere e del morire, rispettando la volontà di ognuno di noi. Senza questo strumento giuridico il nostro paese non riuscirà mai a garantire che i cittadini possano esercitare le proprie scelte, liberamente e responsabilmente, su una materia di libertà individuale come quella del fine vita.

Questo è l’appello che chiediamo al Sindaco di sottoscrivere e di comunicarlo all’associazione Luca Coscioni:

 

Noi sindaci sottoscritti, per scongiurare un nuovo passaggio alla Camera che ne impedirebbe nei fatti l’approvazione definitiva, chiediamo che il Disegno di Legge sul “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento” sia trasmesso in Aula per il voto senza ulteriori modificazioni, al fine di non lasciare senza risposta le attese e le speranze di tanti cittadini

Appello Sindaci