Lotta allo spreco alimentare: adesione al progetto “Life Food Waste stand Up”

In questi giorni abbiamo protocollato una mozione per sollecitare l’amministrazione alla lotta contro lo spreco alimentare. Più volte, in effetti, abbiamo chiesto all’amministrazione di attuare una politica seria per ridurre lo spreco di cibo, soprattutto nelle scuole, ma le tante parole sono state seguite da pochi fatti.  Del resto  in Italia, secondo i dati del Politecnico di Milano, ogni anno vengono prodotte circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e di queste, solo una minima parte è recuperata attraverso donazioni alle persone bisognose, mentre il resto diventa spreco. Anche in Toscana, secondo elaborazioni di Federdistribuzione, si stima che lo spreco alimentare sia pari a circa 388.000 tonnellate, per il 45% attribuite alle famiglie e la restante parte agli operatori economici. Però a livello regionale qualcosa si sta muovendo visto che recentemente è stato siglato in Regione – un protocollo d’intesa per favorire la donazione delle eccedenze alimentari e contemporaneamente ridurre la quantità di rifiuti. Regione e Anci Toscana hanno firmato tale protocollo con i partecipanti al progetto co-finanziato dall’Ue LIFE-Food.Waste.StandUp, ovvero Federalimentare (capofila),Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare onlus e Unione Nazionale Consumatori. Nel protocollo i soggetti firmatari si impegnano a:
•promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione di prodotti non più commercializzabili ma ancora commestibili ad enti assistenziali e caritativi;
•promuovere la riduzione in proporzione dei quantitativi di rifiuti prodotti e, di conseguenza, i relativi costi economici, sociali ed ambientali di smaltimento degli stessi;
• a proporre, in relazione al punto precedente, meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze, anziché destinarle a rifiuto; diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare; comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno.

Per questo chiediamo all’amministrazione di aderire al progetto e di avviare il prima possibile tutte quelle azioni necessarie per ridurre lo spreco alimentare.

Annunci

Emissioni di diossine: ancora superato il limite di attenzione

Purtroppo il nostro impianto di incenerimento di Montale è ancora finito sotto i riflettori per il superamento del limite di attenzione per l’emissione di diossine. Ecco il comunicato ARPAT:

http://www.arpat.toscana.it/notizie/comunicati-stampa/2018/inceneritore-di-montale.-i-risultati-delle-analisi-delle-fiale

 

Ci chiediamo, cosa aspettiamo a chiuderlo?

Il futuro del nostro impianto di incenerimento

La recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha bloccato la costruzione dell’impianto di incenerimento di Case Passerini, ha inevitabilmente influenzato il dibattito per la chiusura del nostro inceneritore: pochi giorni dopo tale pronunciamento, abbiamo subito protocollato un’interrogazione per chiedere al Sindaco di prendere una posizione in merito. La nostra interrogazione ha sollecitato ed ispirato il Partito Democratico a presentare una mozione per sostenere la chiusura dell’impianto nel 2023, slegando così il destino del nostro impianto da quello di Case Passerini.

A nostro avviso, la mozione manteneva un’impostazione ancora troppo legata all’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti, pertanto abbiamo protocollato alcuni emendamenti per cercare di migliorarne il testo:

1) Eliminazione del concetto di autosufficienza di ogni ATO, perché se tale principio prevalesse, il nostro impianto, unico presente nell’Ato Toscana centro, sarebbe costretto a rimanere aperto per chissà quanti anni ancora.

2) Eliminazione della soglia del 20% di rifiuti da bruciare, perché siamo convinti che, con le buone pratiche (vedi Capannori oppure Treviso), i rifiuti da smaltire sarebbero molti meno.

3) Abbiamo richiesto che il Sindaco si faccia promotore con la Regione Toscana per tentare la chiusura anticipata dell’impianto, lasciando come data ultima il 2023.

4) Adozione nel nuovo Piano Regionale dei Rifiuti dei principi della teoria dei rifiuti zero.

Siamo contenti che i primi due emendamenti siano stati completamenti accettati mentre gli altri due sono stati eliminati dalle impegnative ed aggiunti alle premesse. Ovviamente questo fa si che gli altri emendamenti abbiamo perso gran parte della loro forza politica, ma ci riteniamo comunque soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto per migliorare una mozione piena di controsensi e con una scarsa idea sulla strada da perseguire.

Ciò che respingiamo al mittente sono state le accuse mosse da parte della maggioranza di scarsa credibilità e di non saper accettare la sfida enunciata nelle impegnative. Il problema casomai è che sono loro stessi i primi che dovrebbero recuperare credibilità sul tema.

Infatti se parliamo di sfide, crediamo che la peggior sconfitta di questa amministrazione in tema ambientale, sia quella del crollo della raccolta differenziata e della mancata introduzione della Tariffa Puntuale. I dati parlano chiaro: dal 75% del 2014 siamo al 65% del 2017. Abbiamo perso in 3 anni il 10% di RD mantenendo sempre il vecchio metodo di calcolo.

Per tutti questi motivi ci siamo astenuti; pur condividendo quanto scritto nella mozione, anche se avremmo preferito delle impegnative più stringenti, abbiamo paura che questo cambiamento repentino sia più dovuto all’avvicinarsi della campagna elettorale piuttosto che ad un improvviso spirito ambientalista nato tra i banchi della maggioranza.

Un piano ALIAtorio

Nell’ultima seduta del consiglio comunale abbiamo discusso del primo piano finanziario di Alia, che è risultato essere completamente uguale a quello proposto l’anno scorso dal CIS Spa poiché ALIA ancora non è stata in grado di realizzarlo.
Ciò comporta che solo con il conguaglio del prossimo anno, sapremo se vi sarà un aumento o una diminuzione della TARI.

Però vi sono una serie di variabili, sottovalutate dall’amministrazione, che ci preoccupano poiché potrebbero provocare un aumento del piano finanziario:
1)Dal 2013 al 2016 (ultimo dato disponibile) vi è stato un forte aumento della produzione di rifiuti indifferenziati passando da 2.280t a 2.866t.
2)Siamo passati dal 73,35% del 2013 al 66,31% del 2016 di raccolta differenziata (i dati dopo il 2016 non li conosciamo, nonostante li avessimo richiesti nel novembre del 2017) .
3)Con la firma delle Convenzioni, i rifiuti verranno smaltiti con tariffe più alte rispetto allo scorso anno (da 130 a 154 €/t).
4) L’introduzione del nuovo servizio di spazzamento tabellare.

Premesso questo, vorremmo fare alcune considerazioni puramente politiche:
1)Per prima cosa, ci auguriamo che l’amministrazione si impegni a far funzionare adeguatamente il nuovo servizio di spazzamento tabellare, evitando di ripetere il flop iniziale del meccanismo a punti per chi conferisce rifiuti ingombranti alla piattaforma.
2)Anche quest’anno non è stata prevista la tariffa puntuale, unico strumento per rendere la TARI meno iniqua e rafforzare la RD nel nostro territorio. Purtroppo dovremmo attendere ancora degli anni prima di vederla applicata e ci rammarica che sia stato perso tutto questo tempo da parte di questa amministrazione.
3)Quest’anno la TARI aumenterà perché tutti i cittadini aglianesi dovranno pagare i costi di progettazione dell’inceneritore di Selvapiana (la nostra quota è pari a 25.000 euro) che non verrà, per fortuna, mai realizzato.
A nulla è servito chiedere di sospendere il pagamento nell’attesa di conoscere il parere della Corte dei Conti, come hanno fatto alcuni comuni a noi vicini.
Il sindaco sostiene che sia giusto pagare per un principio di solidarietà, perché nel caso chiudessimo l’inceneritore potrebbero comparire dei costi non stimati (quali?) per cui potremmo richiedere la compartecipazione di tutti i Comuni dell’ATO. Questo principio di solidarietà enunciato dal Sindaco, riteniamo che vada applicato nel caso in cui vi sia stato veramente un impianto, per numerosi anni, altamente inquinante e non ad un progetto rimasto sulla carta. Chi sono stati i responsabili di questa errata programmazione? Perché dobbiamo essere noi cittadini a pagare per errori commessi da altri? Se realmente esistesse questo principio di solidarietà, perché non chiediamo adesso a tutti i Comuni di compartecipare alla chiusura di un impianto vecchio di oltre 40 anni invece di aspettare quando il mutuo sarà, se sarà, pagato??

Ad inciuci di facciata, rispondiamo con un secco: “NO, GRAZIE!!”

Qualche giorno fa sulla stampa abbiamo appreso, con un pizzico di meraviglia, che Matteo Manetti, segretario del Partito Democratico locale, vorrebbe ricostruire il centrosinistra ad Agliana, auspicando così un avvicinamento per le prossime elezioni amministrative tra il Pd ed Agliana in comune, che alle scorse amministrative aveva raccolto quasi il 20% dei consensi.

Questa apertura, del tutto improvvisa, avviene dopo 4 anni di totale chiusura da parte di questa amministrazione non solo nei nostri confronti, ma verso tutta l’opposizione.

Inoltre, non possiamo cancellare e tollerare la totale mancanza di trasparenza dal 2014 ad oggi: a partire dai consigli comunali organizzati in fretta e furia, e spesso con documenti consegnati all’ultimo minuto, oltre che la notizia della rimodulazione del mutuo dell’ inceneritore appresa sulla stampa, senza contare le svariate richieste di documenti che ci sono stati negati o consegnati in ritardo, tanto da costringerci a rivolgerci alle autorità competenti.

Riteniamo che questa chiusura ci sia stata anche nei confronti della cittadinanza, come possiamo dedurre dal malcontento di coloro che denunciano la lontananza di questa amministrazione.

Non dobbiamo, inoltre, dimenticarci il fallimento nella politica ambientale – iniziando dalla cattiva gestione dell’inceneritore fino ad arrivare alla mancata introduzione della tariffa puntuale e al crollo drastico della raccolta differenziata – il fallimento nella gestione della biblioteca comunale e i ritardi nella realizzazione del nuovo asilo nido.

E’ chiaro che questa apertura ha solo degli scopi puramente politici e di posizionamento derivanti dalla debacle elettorale del PD a livello nazionale e dalla paura che questo trend negativo si ripercuota anche a livello locale.

Da quando siamo nati abbiamo sempre dimostrato di essere una forza aperta al confronto, mettendo avanti a tutto il bene della comunità; inoltre siamo stati tra i promotori del gruppo iononcisto, aperto a tutte le forze politiche e ai cittadini che vogliono la chiusura anticipata dell’ inceneritore di Montale.

Nonostante ciò, come potremmo allearci con chi, in questi anni, ha respinto ogni singola nostra iniziativa e proposta?

Per le prossime elezioni amministrative vogliamo ripartire da dove siamo nati: ascoltando i nostri concittadini, coinvolgendoli nella scrittura del nostro programma.

Ad inciuci di facciata, rispondiamo con un secco: “NO, GRAZIE!!”

Un’altra storia di degrado ambientale: il Fosso di via Matteotti

Nell’ottobre 2016 l’associazione Aquabenecomune di Pistoia aveva denunciato una situazione di degrado ambientale e potenzialmente pericolosa riguardo al fosso di via Matteotti. In effetti, molti cittadini avevano dichiarato che dal fosso provenivano odori nauseabondi. Grazie alla denuncia dell’associazione, Arpat nel dicembre 2016 è intervenuta con un sopralluogo che ha ricondotto il cattivo odore alla presenza dello scarico del collettore fognario. E’ vero che, pur rientrando nell’accordo programma per l’attuazione degli interventi al settore fognatura e depurazione approvato dalla Regione Toscana, la sistemazione di quel collettore non è individuato tra gli interventi del 2018. La stessa Arpat ha sollecitato la Regione Toscana a prevedere la sistemazione del collettore già nel 2018 oltre a chiedere a Publiacqua di ripulire periodicamente il fosso di via Matteotti.
Ci chiediamo se il Comune sia consapevole della situazione di degrado ambientale in cui versa la zona in questione di via Matteotti e soprattutto se ne è a conoscenza l’assessore Italo Fontana che in una risposta scritta ad un’altra interrogazione ha affermato che il suo giudizio sul decoro del nostro Comune è positivo. Ci chiediamo cosa ne pensino i cittadini di via Matteotti che da oltre un anno aspettano delle risposte, oppure i tanti cittadini del nostro territorio che ogni giorno si ritrovano situazioni di degrado urbano come l’abbandono di rifiuti.
Per questo chiediamo all’amministrazione che cosa abbia fatto nell’ultimo anno, dopo che vi è stata la denuncia da parte dell’associazione per risolvere tale criticità.
Inoltre, dato che nello stesso tratto di fosso, qualche mese fa è stato sversato del gasolio, rendendo ancor più preoccupante la situazione, chiediamo al Comune se si sia attivato per monitorare quel tratto di fognatura e nel caso si fosse attivato cosa sia emerso; in caso contrario chiediamo quali siano stati i motivi di tale negligenza.

Interrogazione fosso via Matteotti

Appello per approvare il Disegno di Legge “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento”

In questi giorni abbiamo assistito all’appello dei senatori a vita per approvare in via definitiva il Disegno di Legge “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento”, che risulta ormai bloccato da 5 mesi alla Commissione Sanità del Senato.

Molti Sindaci hanno deciso di sostenere tale causa, chiedendo l’approvazione del testo al Senato.

Come gruppo consiliare Agliana in Comune chiediamo che il Sindaco promuova l’appello dell’associazione Luca Coscioni perché crediamo fortemente che il testamento biologico non rappresenti più una frontiera divisiva dei nuovi diritti civili, ma che al contrario sia uno strumento per tutelare la dignità del vivere e del morire, rispettando la volontà di ognuno di noi. Senza questo strumento giuridico il nostro paese non riuscirà mai a garantire che i cittadini possano esercitare le proprie scelte, liberamente e responsabilmente, su una materia di libertà individuale come quella del fine vita.

Questo è l’appello che chiediamo al Sindaco di sottoscrivere e di comunicarlo all’associazione Luca Coscioni:

 

Noi sindaci sottoscritti, per scongiurare un nuovo passaggio alla Camera che ne impedirebbe nei fatti l’approvazione definitiva, chiediamo che il Disegno di Legge sul “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento” sia trasmesso in Aula per il voto senza ulteriori modificazioni, al fine di non lasciare senza risposta le attese e le speranze di tanti cittadini

Appello Sindaci

Inceneritore riacceso senza informare i consiglieri comunali

Abbiamo appreso oggi da un articolo pubblicato sul Tirreno che l’impianto di Montale è stato riacceso e non nascondiamo una forte preoccupazione come cittadini nell’aver letto la notizia.
In effetti l’impianto, per chiare urgenze economiche, è stato riacceso in fretta e furia senza rispondere a due quesiti fondamentali:
1 E’ bastato un piccolo incendio dell’argine, spento in poche ore, per provocare il black-out dell’impianto?
2 Sono state verificate possibili emissioni di diossine o di altre forme di inquinanti maggiori ai limiti di legge? (dato che la fase di spegnimento è una fase critica, in cui si possono produrre una quantità elevata di inquinanti).
Alla preoccupazione sull’effettiva sicurezza dell’impianto – facciamo notare che dopo gli sforamenti del 2007, negli ultimi tre anni l’inceneritore di Montale è stato protagonista di un incidente all’anno dal 2015 (2015 sforamenti delle emissioni e relativa chiusura, 2016 rottura tubo della turbina e relativa chiusura, 2017 Black-out provocato dagli UPS) – si aggiunge quella di una gestione politica da parte dell’amministrazione assai grave.
Non solo non ci hanno inviato i documenti in cui Ladurner relaziona sull’accaduto, nonostante avessimo fatto richiesta ufficiale per scritto di ottenere tutti i documenti, ma si sono scordati di comunicare ai consiglieri di opposizione, ma non al giornale Il Tirreno, non solo la presenza della relazione, ma che ieri l’inceneritore avesse iniziato le lunghe procedure di accensione. Ecco la famosa trasparenza del Comune di Agliana.

21083369_1931687770427336_3409634861233443078_o

Comunicato precedente in relazione al Black-out dell’inceneritore:

L’inceneritore di Montale non risulta operativo da tre giorni a causa dell’interruzione di corrente elettrica avvenuta domenica scorsa ed ancora non sono state concluse le verifiche sulle cause dell’accaduto, soprattutto in riferimento a una possibile relazione con l’incendio che nello stesso pomeriggio di domenica scorsa è divampato sull’argine dell’Agna a pochi metri dall’impianto.
Abbiamo richiesto la convocazione urgente della commissione Ambiente, invitando sia Ladurner, Cis Spa e Arpat, in modo da poter approfondire i motivi del fermo impianto e capire se esiste o meno una possibile relazione con l’incendio divampato sull’argine dell’Agna. Inoltre chiediamo che venga redatta una relazione tecnica da parte di Ladurner/Cis Spa/Arpat in modo che siano spiegate le cause del black-out oltre che una valutazione dell’impatto ambientale di questo episodio ciò per scongiurare che vi siano state delle emissioni superiori ai limiti imposti dalla legge. Tale relazione dovrà essere inviata celermente alle 3 amministrazioni dei comuni proprietari, le quali dovranno poi provvedere a inoltrarla a tutti i consiglieri comunali possibilmente prima della relativa commissione.
Per ultimo chiediamo di riferire se il black-out ha generato/genererà una perdita economica nel bilancio del Cis Spa e nel caso vi fosse di quantificare il danno economico giornaliero, in modo tale da poter verificare che non vi siano problemi nel pagamento del mutuo, necessario per la chiusura dell’impianto.

Un’altra triste pagina del nostro Comune. 5 persone perderanno il lavoro per un bando mal scritto.

Il nostro Comune non ha un gran rapporto con i bandi di gara e lo dimostra sia la storia del Palacapitini, sia laseguente che vi racconteremo in questo articolo, dove 5 persone perderanno il posto di lavoro a tempo indeterminato. Dopo l’aggiudicazione tramite gara al massimo ribasso, è stato stipulato tra il Comune di Agliana e la Cooperativa sociale Prod. 84 di Pistoia il contratto per la gestione del servizio di pulizie dei plessi comunali per la durata totale di 9 mesi (dicembre 2017). La Prod. 84 ha tuttavia dichiarato che per ragioni economiche, essendo l’appalto al ribasso, non avrebbe riassunto tutti  e 5 i lavoratori impiegati a tempo indeterminato da anni sul servizio, riassorbendone solo due a sua scelta con contratto a termine di un mese e procedendo in seguito con una nuova assunzione a termine. La Cooperativa ha giustificato la propria posizione affermando che la clausola di salvaguardia contenuta nel capitolato di gara non era a suo parere abbastanza stringente, tanto da ritenere di non avere alcun obbligo di riassumere il personale già impiegato nel servizio.La Cooperativa uscente, che ha gestito i servizi fino al subentro di Prod. 84 e che ha perso l’appalto, sta utilizzando le ferie residue e i permessi per la copertura salariale dei lavoratori rimasti in esubero, ma a breve procederà con i licenziamenti.

Dopo questi fatti chiediamo al Sindaco di rispondere alle seguenti domande:

1) Come mai nel capitolato di gara non erano state inserite clausole sociali ben chiare e stringenti?

2) Come mai è stato deciso di aggiudicare la gara al massimo ribasso e non con l’offerta economicamente più vantaggiosa?

3) E’ intenzione dell’amministrazione procedere con una revoca dell’appalto per indire una nuova gara?

4) Quali azioni l’amministrazioni ha deciso di  intraprendere oppure intraprenderà per risolvere il problema?

Testo Integrale: Interrogazione Dipendenti

Il rispetto delle regole nel nostro Comune

E’ passato quasi un mese da quando abbiamo protocollato un’interrogazione in cui chiedevamo all’amministrazione se fosse a conoscenza del continuo traffico di Tir sopra il cavalcavia autostradale di via Matteotti.  In questi ultimi due mesi, molti cittadini ci hanno segnalato (con numerose fotografie) che sul ponte, nonostante la cartellonistica stradale indichi il divieto di transito per i mezzi pesanti, vi è un traffico continuo di autoarticolati. Chiediamo se l’amministrazione:

1) abbia chiesto un incontro con le aziende situate aldilà del cavalcavia per metterle a conoscenza del divieto;

2) di aver valutato con loro un percorso alternativo per i camion;

3) del perchè dopo l’ordinanza la Polizia Municipale non abbia presidiato il ponte per dissuadere gli autotrasportatori ad utilizzare il cavalcavia.

Chiediamo un intervento urgente dell’amministrazione, che ancora una volta si è preoccupata solo di fare il solito compitino senza verificare l’attuazione di tale ordinanza,  considerando la situazione pericolosa per la sicurezza stradale poichè il cavalcavia passa sopra l’autostrada.

 

Interrogazione Cavalcavia Via Matteotti

 

yourimage(1)yourimage(2)yourimage(3).jpgyourimage.jpg